aquaLiberamente tratto da Medea di L.A. Seneca
A prevalere è la figura di una donna tradita, umiliata, ferita che fa prevalere il suo desiderio di vendetta e l’odio per
Giasone sull’amore materno. La maga Medea, che ha seguito Giasone a Corinto e che per amor suo ha rinunciato a tutto, alla notizia che l’eroe sta per sposare Creusa (figlia del re Creonte), delibera la vendetta. Ottiene che l’esilio decretatole venga dilazionato di un giorno e, dopo un ultimo colloquio con Giasone, invia a Creusa dei gioielli e un mantello stregato che la fanno morire tra le fiamme: infine uccide i figli avuti da Giasone, che deve assistere impotente, e fugge nell’etere su un carro trainato da serpenti.

I personaggi di Seneca, tra cui la stessa Medea, agiscono in un fosco quadro di colpe messe in atto da un crudele “furor” distruttivo, che si rinnova in catene di delitti atroci, e rispetto a cui la saggezza costituisce un argine soltanto ideale, che non riesce a far fronte alle forze perverse della passione. Proprio per meglio sottolineare la sofferenza, il male e le perversioni, Seneca spesso ama soffermarsi
su descrizioni macabre, raccapriccianti e violente.

Nicola Valenzano – regia
Berta Temino Frade – Medea
Tiziana Gerbino – Nutrice
Saverio Desiderato, Nicola Maschetti, Carla Bavaro – Coro
Daniele Ciavarella – Creonte
Luca Amoruso – Giasone
Giambattista De Luca – Nunzio
Dimitar Dimitrov – Costumi
Qasem Malkawi – Luci
Jeanne Pierre Delatre – Scene

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